Teseo Screpolato sulle pendici dell’Etna
Ho sempre ammirato, in estasi, le opere di Igor Mitoraj, quei grandi corpi, busti e teste di bronzo con un fascino nascosto che raccontano di dei o semidei caduti sulla terra e diventati, come ogni altro umano, fragili e rotti, come dimostrano le crepe di alcuni o i corpi incompiuti di altri. Corpi che comunque emanano una forza straordinaria, proprio perché sembrano sapere cosa significava essere immortali e cosa significa adesso essere umani e mortali.
Sull’Etna, a 1700 metri d’altezza, c’è una di queste opere che, per me, vale il viaggio in Sicilia.
Il “Teseo Screpolato” in contrada Serra la Nave, nel comune di Ragalna, in provincia di Catania, sopra una colata lavica, il volto frammentato e screpolato dell’eroe greco Teseo guarda il mare. Le crepe simboleggiano la fragilità umana in netto contrasto con la forza eterna del vulcano.
L’opera in bronzo, nata dalle mani di Mitoraj nel 2011, è collocata su un supporto di metallo a forma cubica e rivolta verso il golfo di Catania e il Mar Ionio, in quanto parte integrante di un insolito percorso scultoreo iniziato dall’isola di Ortigia, Siracusa. Rappresenta un volto eroico con gli occhi socchiusi, spaccato per metà e segnato da screpolature, che ne giustificano il nome in riferimento alla fragilità dell’uomo moderno.
Il percorso inaugurato nella primavera del 2024 prevedeva la mostra postuma di trenta statue dello scultore tra il Castello Maniace e la Necropoli di Siracusa e appunto il Parco dell’Etna, tutte itineranti e ad oggi esposte in giro per il mondo, col titolo “Mitoraj-Lo Sguardo, Humanitas e Physis”.
Dopo aver passato 40 minuti a guidare nella lava nera, all’improvviso, dietro una curva, si staglia Teseo, imponente e altero con l’unico occhio visibile socchiuso e totalmente astratto da ogni cosa terrena. Il volto, attraversato dalle celebri fratture che contraddistinguono la poetica dell’artista polacco, sembra emergere direttamente dalla crosta terrestre come un reperto archeologico riaffiorato da un’era di eroi dimenticati. Lo scenario, di per sé racconta della forza dell’Etna. Spiega, più di ogni altro concetto o studio, quanto l’uomo sia nulla rispetto alla forza della natura. E questo Teseo fragile, come le sue crepe, racconta proprio questo, di quanto l’uomo sia fragile nella natura che lo circonda anche se spesso prova a violentarla.








